domenica 12 giugno 2011

La fine è il mio inizio

01/03/11

Stamattina presto, dopo una nottata quasi insonne, sono uscito per tornare a casa mia, dall'altra parte della città. Pioggia leggera, aria umida, traffico congestionato e ragazzi con gli zaini per le strade. Vecchi con gli ombrelli ad aspettare il verde dei semafori. La metro alle sette affollata dai lavoratori, troppo occupati a leggere sui giornali di come è morta Yara. Respiravo l'aria fredda e mi accorgevo di una cosa così banale che per me aveva quasi dell'incredibile: la sensazione di una goccia d'acqua che mi scendeva lungo lo fronte mi ha fatto sentire più vivo di quanto io mi sia sentito negli ultimi dodici mesi. Mi sono circondato di silenzio in mezzo ai rumori della città, e per la prima volta da tempo sono riuscito a tirare via tutti i pensieri dalla mia testa. Ho soltanto levato il cappuccio e ho lasciato che le nuvole mi toccassero i capelli col loro ticchettio incessante. Mi piaceva vivere, stamattina.

lunedì 21 giugno 2010

Matrioske impazzite

La notte dopo il mio compleanno ho fatto di nuovo un sogno assurdo. Per la seconda volta nel giro di pochi giorni... sogno che sto dormendo, che qualcosa mi sveglia, apro gli occhi, strizzo le palpebre per abituarmi alla luce, ma c'è penombra. Mi guardo intorno, sono a casa dei miei genitori, nella mia vecchia stanza. Dopo un secondo, mi sveglio nuovamente, tutto si ripete come un ciclo infinito, continuo a svegliarmi in quella stessa stanza, con poca luce, mezzo incosciente. Sembra reale. E avanti così, decine e decine di volte. Non pare esserci un perché, o un senso evidente del perché accada e continui ad accadere. Ed è come se la mia stessa memoria si cancellasse, ed io fossi una sorta di io-cosciente posto al di fuori del sogno che sappia quello che di inevitabile gli stia accadendo, ma che il massimo che abbia il potere di fare sia quello di stare a guardare impotente questo ritorno ciclico. Sogni dentro altri sogni, come matrioske impazzite. E all'improvviso il rituale si spezza, mi sveglio, per davvero stavolta, in un'altra stanza, quella vera. Ma è così simile al sogno che faccio fatica a rendermi conto che non sto più sognando. Buffo.
Penso che dovremmo cercare tutti un attimo che valga una vita. Sono cambiato tanto... eppure, come il sogno, a volte anche la vita ritorna, chiudendo il cerchio, su se stessa. Ma tornare nello stesso punto non vuol dire essere rimasti fermi. Si può andare avanti anche senza aver guadagnato nemmeno un pezzetto di strada, sì. E ci si può ritrovare lì, come prima, ma diversi da prima.

lunedì 15 febbraio 2010

Dormo con le farfalle

"Struggersi: tormentarsi, commuoversi, consumarsi, disperarsi, fondersi, logorarsi, sciogliersi, smaniare, spasimare, arrovellarsi, disfarsi, addolorarsi, affliggersi, distruggersi, angosciarsi, angustiarsi, macerare, consumarsi, impensierirsi, penare, impietosirsi, esasperarsi, affannarsi, fremere, straziarsi, rodersi, patire, torturarsi, crucciarsi, tribolare, bruciare, turbarsi, crocifiggersi, dispiacersi, arrovellarsi, deperire, indebolirsi, palpitare, stroncarsi, soffrire."

giovedì 21 gennaio 2010

Fiore di plastica

L'amore non ci ruberà niente.

mercoledì 16 dicembre 2009

Giardini d'incanto

Vento
colpisci più forte

voglio sentirmi portato via
perché non corro?
buio attorno a un sole
la luce si è fatta strada
come la neve col fango
anestesia di colori
si sporca ma non sente dolore

scrollandoci di dosso quest'umidità
questo vapore gelido di un respiro affannato
senza parlarci
dolcemente, all'improvviso
abbiamo lasciato che scorresse
il tempo per fermarci insieme
è stato più lungo di una vita e più breve di un attimo

non c'è che da camminare
ora che discutiamo in silenzio del futuro

da quando le parole non hanno occhi